L’allarme per la democrazia di Stiglitz e le scelte dissennate di UE, Meloni e Schlein
Intervenendo ieri al simposio Ue a Bruxelles Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, a proposito dell’aumento dei prezzi dei costi energetici ha detto che ci troviamo di fronte a “uno degli peggiori eventi che si possono immaginare per la democrazia”. Ed ancora: “saranno i cittadini comuni a sostenere la maggior parte dei costi tra aumento dei prezzi del petrolio e dei beni importanti”.
Ha ragione da vendere Stiglitz, oltre un certo limite la caduta delle condizioni materiali di vita determina una rottura della coesione sociale, la perdita di senso delle istituzioni democratiche, il crollo del senso della sfera pubblica e del suo ruolo di tutela degli interessi generali, primi tra tutti le garanzie dei diritti fondamentali.
I prezzi del petrolio dall’inizio della sciagurata guerra di Usa e Israele contro l’Iran sono saliti di circa il 40%. Più o meno stessa cosa per il gas da cui dipendono i prezzi dell’elettricità. Secondo prime stime solo per le bollette di gas ed energia elettrica le spese extra per ogni famiglia sarà di 2.600 euro l’anno. A questi aumenti si devono aggiungere gli aumenti di carburanti, prodotti alimentari e altri generi di prima necessità. Senza contare le ricadute sulle attività produttive, sull’occupazione, il potere di acquisto di salari e pensioni. Un disastro di proporzioni inaudite tale da compromettere le capacità di sussistenza sociale per milioni di persone. A fronte di questa situazione gravissima c’è una intera classe politica, atlantista fino al midollo, che prosegue ostinatamente sulla strada della guerra alla Russia e di contrarietà a qualsiasi ripresa di forniture di prodotti energetici a basso costo dalla Russia stessa. Meglio rifornirci dagli Usa di Trump con costi superiori di quattro volte o avere come partner fornitore quel galantuomo saudita che risponde al nome di Mohammed bin Salman. Quando si devono prendere provvedimenti lo fanno a senso unico non certo contro lo Stato genocidiario di Israele o le sortite incendiarie di Trump.
Tra le uscite più stupide e assurde a cui abbiamo assistito in questi giorni c’è quella della segretaria del Pd Elly Schlein che intima al governo di non riaprire i canali con la Russia: “Se il governo riapre i canali con la Russia si allontana dalla Ue”. La Ue del riarmo, della guerra e delle politiche di sacrifici a senso unico, capite? La Schlein più realista del re. Ecco perché la destra invece che andare indietro avanza. Avanza perché ci sono partiti come il Pd ed esponenti come la Schlein che invece che preoccuparsi (se non a parole) sul piano interno di difendere le condizioni di vita delle fasce sociali più deboli e di intraprendere all’esterno vie diplomatiche continuano in Italia e in Europa a fare proclami bellicosi e a perorare la corsa al riarmo.
Si, come dice Stiglitz, con l’aumento fuori misura dei costi di vita si sta determinando una situazione di grande rischiosità per la tenuta di quel poco che rimane di democrazia. Non c’è tenuta delle libertà democratiche se non c’è tenuta dei diritti fondamentali, del benessere collettivo, del senso di appartenenza a una comunità di eguali nei diritti. Qui si sta andando in direzione esattamente contraria. Combattiamo contro chi ci sta portando in questa situazione di disastro sociale e di sfacelo democratico. Per un’alternativa di pace, di giustizia serve costruire un’alternativa politica al fanatismo e alla stupidità delle forze della guerra, del riarmo e della crisi sociale che stanno provocando disastri di ogni genere.