Per la Costituzione, contro lo Stato penale
Due temi fondamentali che mi spingono a votare NO e a lottare allo spasimo perché si affermi.
Il primo: io sono innamorato della Costituzione, che è la vera posta in gioco. “La Costituzione”, come scrisse Calamandrei “è il testamento di centomila morti della Resistenza; non è una carta morta , ma una promessa viva che richiede l’impegno quotidiano delle cittadine e dei cittadini per la libertà e la giustizia”.
Questo governo propone la revisione costituzionale (anche numericamente abnorme) di ben sette articoli, che attengono all’equilibrio e all’armonia tra poteri. Quindi al rapporto tra statualità e cittadinanza. Trattano la Costituzione come “cosa propria”; vogliono cambiarla con un plebiscito , mentre “i banchi del governo devono restare vuoti” proprio perché va costruito il massimo di condivisione e passione unitaria . Il governo è allergico ad ogni controllo, ritiene la magistratura una propria proiezione, che agevoli l’attuazione del programma governativo. Vuole un giudice che garantisca la sicurezza del potere, cioè l’arbitrio, e non un potere giurisdizionale che garantisca la sicurezza dei cittadini dal potere politico, industriale, finanziario. La Meloni ripetutamente afferma che il disegno strategico del governo è sottomettere il potere giudiziario all’esecutivo.
Secondo tema che mi convince a lottare fino all’ultimo secondo per l’affermazione del NO: il governo, in questi stessi giorni, ha varato un ulteriore decreto liberticida, una svolta autoritaria volutamente incostituzionale. Disegna una giustizia classista e uno Stato penale, del controllo, della sorveglianza. Penso che i decreti liberticidi vadano letti insieme alla revisione costituzionale perché fanno parte di un unico disegno complessivo: smontare, giorno dopo giorno, atto dopo atto del governo, l’intera Costituzione , la libertà di espressione, di manifestazione, di organizzazione sindacale, del conflitto. Un clima diffuso di intimidazione, di paura, genera la pessima propensione di delega al “capo”. Le parole della Meloni sono il più grave attacco alle libertà che mai un presidente del consiglio abbia pronunciato: chi vota NO vuole riempire l’Italia di clandestini, stupratori, pedofili, rapitori di bambini. Manca solo l’invasione delle cavallette. Minneapolis è già qui; l’ICE è già qui Mentre i giudici sono nemici del popolo, anzi, un “plotone di esecuzione”.
Sono disgustato: sto pensando a Impastato, Chinnici, Falcone, Borsellino e tanti altri che sono stati uccisi dai plotoni di esecuzione delle mafie. Nordio ha detto, con sincerità, che queste controriforme servono per “avere meno gente nelle piazze a manifestare”.
Noi vogliamo, invece, costruire conflitto e partecipazione per cambiare la società. “Perché la libertà”, scriveva Calamandrei, “è come l’aria; ci si accorge del suo valore quando viene a mancare”