Il Partito della Rifondazione Comunista del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime il proprio totale e convinto sostegno allo sciopero transfemminista e generale che sta attraversando l’Italia e la nostra regione nelle giornate dell’8 e 9 marzo. Le piazze piemontesi di queste ore, animate da migliaia di persone, rappresentano la risposta più forte e necessaria a un sistema che continua a scaricare i costi della crisi, della guerra e del lavoro di cura sulle spalle delle donne e delle soggettività LGBTQIA+.
Alberto Deambrogio, segretario regionale del PRC Piemonte e VdA, ha dichiarato:
“Le manifestazioni di Torino e del Piemonte di queste ore non sono solo un atto di testimonianza, ma un potente esercizio di conflitto politico. Come Rifondazione Comunista, siamo orgogliosamente al fianco della marea fucsia che rivendica il diritto a una vita libera dalla violenza patriarcale, ma anche dal ricatto della precarietà e dello smantellamento del welfare pubblico. Lo slogan ‘Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo’ colpisce al cuore il modello neoliberista che regge proprio grazie all’invisibilità del lavoro riproduttivo e di cura.”
Le ragioni della mobilitazione in Piemonte evidenziate dal PRC:
Contro l’economia di guerra: Deambrogio sottolinea l’importanza delle azioni dirette, come quelle avvenute presso la sede di Leonardo a Torino, per denunciare il legame tra patriarcato e militarismo.
“Mentre si tagliano i fondi per la sanità e i centri antiviolenza, si continuano a investire miliardi in armamenti. Boicottare l’industria bellica è oggi una priorità femminista e di classe”.
Difesa del reddito e del lavoro: In un Piemonte segnato da una precarietà dilagante, lo sciopero generale indetto dai sindacati di base (tra cui CUB, Cobas, USB e altri) è lo strumento per esigere un salario minimo dignitoso e il superamento del gap salariale di genere.
Welfare e salute: La battaglia contro lo smantellamento della sanità pubblica regionale è parte integrante della lotta transfemminista.
Rivendichiamo consultori aperti, laici e gratuiti, e l’accesso garantito all’interruzione volontaria di gravidanza senza il ricatto dell’obiezione di coscienza.
Solidarietà internazionale: dalle piazze piemontesi si leva un grido di sorellanza per le donne di Gaza e di tutti i territori martoriati dai conflitti, ribadendo che non può esserci liberazione sotto le bombe.
“Il successo della mobilitazione di queste ore dimostra che esiste un’alternativa radicale alle politiche delle destre e dei governi padronali”, conclude Deambrogio. “Rifondazione Comunista continuerà a lavorare affinché le istanze del movimento transfemminista diventino la base per un nuovo modello di società fondato sulla cura collettiva e non sul profitto”.