Giuseppe Saragnese Infermiere Asst-pg23 Bergamo, Direttivo Fp Cgil Bg
Ma oggi la sanità è ancora un diritto, oltre le dichiarazioni ufficiali ormai molto è cambiato, dalle lunghe liste di attesa, prestazioni che vengono posticipate, cittadini che rinunciano e contemporaneamente un’altra sanità a pagamento cresce a dismisura. Il sistema pubblico va sempre più scomparendo perché chi può va nel privato pagando e accorciando i tempi per le cure creando così una distinzione che la COSTITUZIONE non aveva previsto.
Il 2026 inizia male per la Sanità pubblica. Il Governo Meloni il 12 gennaio presenta un disegno di legge delega per la riorganizzazione del SSN che viene approvato in Consiglio dei ministri che lo trasforma profondamente verso un modello “Duale e Frammentato” così lo definisce la CGIL, un modello che altera i pilastri fondanti della UNIVERSALITÀ, GLOBALITÀ E EQUITÀ DELLE CURE.
In sostanza si accentrano al Ministero le eccellenze e i grandi flussi finanziari; mentre il territorio viene svuotato di risorse con l’equiparazione pubblico-privato, vengono introdotti gli “Ospedali elettivi” privi di Pronto Soccorso che favoriranno i privati a scapito del sistema pubblico. Si creano Ospedali di 3° livello dove si equiparano le Fondazioni, le strutture ecclesiastiche e no profit alle eccellenze pubbliche e universitarie che garantiscono finanziamenti diretti sottraendoli ai vincoli di programmazione regionale.
Oggi delle 485 strutture ospedaliere private accreditate solo il 2,7% ha un Dipartimento di emergenza e 4,9% il Pronto soccorso. (Fonte Ministero della salute).
A livello lombardo durante il Consiglio regionale del 10 febbraio si discute di Modello Sanitario lombardo e il passaggio più significativo è il seguente “Sì invita inoltre a confermare il Modello sanitario lombardo fondato su integrazione tra pubblico e privato accreditato e sulla libera scelta del cittadino e a continuare il potenziamento e proseguire la valorizzazione del sistema di emergenza-urgenza, un’eccellente lombarda”
In pratica si prospetta un pubblico che si integri con il privato quando per legge è la Sanità privata che deve integrarsi con quella pubblica.
Non a caso la Lombardia nella preintesa sulla AUTONOMIA DIFFERENZIATA ha incluso la possibilità di Fondi integrativi sanitari regionali e mani libere sulle risorse assegnate dal fondo sanitario nazionale. (da Medicina Democratica).
È di questi giorni la scelta di Regione Lombardia di fermare le nuove assunzioni nella sanità pubblica. Bertolaso (Assessore alla sanità) ha mentito sul buco di bilancio in sanità, aveva rassicurato che non ci sarebbero stati problemi. Invece per mettere al riparo i conti blocca le assunzioni di medici e infermieri con buona pace della riduzione delle liste d’attesa e lo stop ai gettonisti.
Un recente studio della Fondazione Gimbe dichiara che nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi in aumento rispetto al 2022.Una parte consistente di queste risorse va alle strutture sanitarie private in particolare circa metà degli incassi di cure a pz non residenti va alla Lombardia (23,2%) Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%)
Le regioni del Sud in generale hanno un saldo passivo per le prestazioni fatte nelle regioni del nord..
Per quanto riguarda la carenza di personale i dati parlano chiaro, mancano 5716 medici di base in tutta Italia, la carenza colpisce 18 regioni su 20.
Per gli infermieri il dato è ancora più preoccupante. In Lombardia, per esempio, ci sono oltre 3 mila infermieri in meno ogni anno, questo dato non è dovuto solo per i pensionamenti ma anche per dimissioni volontarie dovute a turni prolungati e carichi di lavoro elevati e naturalmente a basse retribuzioni (vedi rinnovo dell’ultimo contratto).
Per il futuro i dati delle università lombarde mostrano un calo di attrattività dei corsi di laurea in Infermieristica.
- Milano Statale=567 candidati su 815 posti
- Bicocca=230 su 340
- Pavia=151 su 260
Dati veramente allarmanti.
Infine, l’ultimo provvedimento del governo Meloni per calmierare i prezzi di benzina e gasolio dal 19 marzo per 20 giorni ha provocato un taglio di 86 milioni di euro per il ministro della salute.
Insomma, la sanità pubblica è messa veramente male dopo continui tagli da parte dei Governi di Destra e di centro sinistra, si va verso una un sistema USA dove solo chi ha i soldi può permettersi di curarsi, aumentano sempre di più le Assicurazioni sanitarie.
Che fare dunque? Ad aprile partirà la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare (LIP) promossa dalla Cgil insieme a Medicina Democratica e il Forum per il diritto alla salute (FDS) dove i punti principali parlano di
- Eliminazione del tetto di spesa per le assunzioni
- Regime di dipendenza dei Medici di medicina generale e Pediatri.
- Equiparazione contrattuale tra Sanità pubblica e privata.
- No ai fondi sanitari nei contratti nazionali
- No all’intrattenimento ed extramoenia.
Infine, l’11 aprile a Milano ci sarà una grande Manifestazione regionale per una SANITÀ PUBBLICA PER TUTTE/I EFFICACE ED EFFICIENTE indetta da LA LOMBARDIA SI CURA, la Cgil, Arci, Acli, Medicina Democratica, Usb e partiti della sinistra.
Per la riduzione delle liste di attesa, sospensione della libera professione intramoenia, il ritiro della delibera sulla superintramoenia, introduzione del Cup unico per strutture pubbliche e private, assunzione di personale sanitario, potenziamento della rete territoriale.
Insomma, per difendere la Sanità pubblica bisognerà lottare.