La scuola? Militare, per nuovi balilla

Tratto da Lavoro e salute Anno 42 n. 7 Luglio 2026

Fa paura e indignare il servilismo mediatico di fronte alla crescente “cultura militare” nella scuola pubblica e nelle Università, ma fa ancor di più indignare il silenzio delle opposizioni parlamentari – a prescindere dalla loro propensione (con sfumature varie ed eventuali), alla guerra – su queste molestie mentali in luoghi deputati all’insegnamento ai saperi di crescita sociale, di civiltà, alla pace, rispettando la Costituzione.

Fa paura anche il silenzio della gran parte dei genitori che forse non si sono accorti che i libri di testo sono stati sostituiti, di fatto, dai manuali militari per fare dei loro figli i futuri balilla da sacrificare alla visione di una Patria geneticamente modificata dai dittatoriali europei poteri finanziari e politici; sono forse pronti di prospettare ai loro figli l’orgoglio di “Così muore un italiano”? Tutto è in mano all’esercito, all’Aeronautica Militare, alla NATO con l’attiva ed entusiasta collaborazione del ministero dell’Istruzione del “Merito” allo scopo di promuovere l’ideologia della guerra.

Fa inorridire che negli istituti non vi sia più la storia della Repubblica antifascista e il propedeutico ricordo dei partigiani che oggi ancora testimonia la trasmissione generazionale delle idee antifasciste.

La scuola, di ogni grado, e l’università stanno diventando uno spettrale teatro delle forze armate che insegnano, o meglio dire inculcano martellando nelle menti in formazione, i disvalori più retrivi della superiorità della razza europea occidentale.

Purtroppo, pochi si rendono conto, con cognizione di causa (tra questi segnaliamo il forte e permanente, in giro per tutta Italia, di Antonio Mazzeo, insegnante siciliano, una terra invasa dalla presenza militare con basi NATO) del percorso – che pare inarrestabile a causa dei silenzi prima citati – di militarizzazione del costituzionale sistema educativo con la mistificazione della storia, con l’impatto quotidiano, sulla stampa, nelle televisioni e sui social controllati dai Network dei poteri internazionali, ad iniziare da Facebook, con il mutuare, sinonimo di copiare, la parola del ventennio fascista e guarda caso il “nemico” resta la Russia, in quegli anni Unione Sovietica. Per farlo, senza alcuna vergogna si valorizzano ignobili “eroi” della fascista Repubblica sociale italiana e le sanguinose aggressioni coloniali e cancellando le sanguinarie aggressioni contro le popolazioni, i bombardamenti con i gas sui villaggi in Africa, le inutili stragi di milioni di giovani mandati a fare da carne da macello (come quelli che oggi stanno educando) per gli interessi del capitale e le follie dei dittatori.

Oggi cosa insegnano, senza nessun contraddittorio? Inventano che siamo all’inizio di una guerra provocata dalla Russia, ma evitano di premettere che la stessa Europa, con il suo braccio armato della NATO, ha calpestato accordi di un decennio con la pacifica Russia, e forse pochi sanno (risultato della disinformazione) che è stata solo l’Europa a provocare decine di guerre contro Stati sovrani per predare le loro ricchezze e instaurando regimi dittatoriali fedeli ai dettami occidentali. Stesso disegno tentano di completare contro la Russia accerchiandola con l’annessione all’Europa degli Stati baltici già sovietici, ma non riescono ancora del tutto utilizzando l’Ucraina, già occupata militarmente dalla NATO con la complicità interessata di tutti i Presidenti degli USA, mandando al macello la popolazione ucraina sottoposta all’opera difensiva della Russia. E non riconoscono neanche la pazienza del governo russo di fronte alla strage della popolazione russa del Donbass ad opera del governo dittatoriale ucraino di dichiarata ispirazione neonazista, che l’Europa finanzia da anni con miliardi di euro a spese dei popoli europei, privandoli, quasi del tutto, dei servizi pubblici, come la sanità. Che dire della limitazione energetica rinunciando al conveniente Gas russo? Infine, sta trasformando le produzioni civili in lavoro per la guerra. La stessa politica guerrafondaia di Hitler e Mussolini.

Per centrare il disegno criminale sono partiti da lontano, per arrivare lontano: dalle minacce dell’Agenda ”ReamEurope” sono passati al “Readiness 2030” (Prontezza 2030), quindi: visite guidate degli studenti (fin dalla primaria) alle caserme e ai porti e aeroporti militari, nei depositi di missili e munizioni, a bordo di caccia e carri armati, nei poligoni inquinanti, nelle industrie belliche. E inizio anno scolastico alzabandiera, cantando con i militari “Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte. L’Italia chiamò

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