Comunicato del Circolo PRC di Lucca
Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando gli appelli e le prese di posizione volte a promuovere il recupero e la valorizzazione dell’ex manicomio di Maggiano, una struttura che per decenni ha rappresentato un luogo centrale nella storia sociale e sanitaria del nostro territorio. Riteniamo che questo dibattito, rilanciato anche dalla recente messa in onda su Rai 1 della serie ispirata all’opera di Tobino “Le libere donne di Magliano”, costituisca un’occasione importante per riportare attenzione su un complesso oggi in larga parte abbandonato od inutilizzato.
Si tratta di un luogo carico di memoria, attraversato da migliaia di vite, che merita di essere restituito alla collettività. L’esperienza del museo rappresenta già un primo e significativo passo, ma riteniamo che sia necessario immaginare un progetto più ampio e strutturato, capace di coniugare memoria, servizi e nuova socialità.
In questo senso, ci associamo alle proposte emerse nel dibattito pubblico, in particolare a quelle avanzate dal segretario della FIOM di Livorno e Grosseto, Massimo Braccini.
Riteniamo doveroso restituire questi spazi alla cittadinanza attraverso la creazione di luoghi di aggregazione, servizi dedicati alle persone con disabilità, attività socio-sanitarie e percorsi culturali.
Un progetto di questo tipo, tuttavia, non può prescindere da un adeguato sistema di collegamenti. Attualmente, pur essendo presenti nel complesso strutture universitarie legate al dipartimento di infermieristica dell’Università di Pisa, sono praticamente assenti collegamenti tramite il trasporto pubblico locale con il centro cittadino e con la stazione ferroviaria di Lucca.
Il potenziamento del trasporto pubblico locale rappresenta quindi una condizione imprescindibile per rendere realmente accessibile e funzionale l’intera area.
Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista riteniamo necessario che le istituzioni competenti si facciano carico della definizione di un piano organico di recupero e di investimento, che valorizzi questo patrimonio e ne ampli le possibilità di utilizzo a beneficio della collettività. Non si tratta soltanto di riqualificare degli edifici, ma di restituire senso e funzione a un luogo simbolico, trasformandolo in uno spazio aperto, inclusivo e al servizio dei bisogni sociali.