“Il percorso della giustizia per le vittime dell’amianto – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista – subisce l’ennesima, preoccupante battuta d’arresto. L’udienza davanti alla Corte Suprema di Cassazione per il processo Eternit Bis di oggi 11 febbraio 2026, ha avuto un esito che davvero non avremmo voluto ascoltare”.
“L’annullamento con rinvio al tribunale di Torino sarà sicuramente motivato con argomentazioni che, oltre il dispositivo sintetico, andranno dedotte dal deposito delle motivazioni. E già a partire da qui si vede come il tempo gioca a sfavore delle vittime passate e di quelle che ancora verranno: non solo i 90 giorni per quest’ultimo passaggio, ma anche e soprattutto lo spettro della prescrizione. È inutile negarlo: questo pericolo, se passeranno i mesi, c’è, è attuale ed odiosissimo”.
“Quanto accaduto oggi conferma che i nodi strutturali del sistema penale non troveranno soluzione nella riforma Nordio. Questa vicenda, tra le mille peripezie e i vari snodi negativi e vergognosi che ci sono stati, sta dimostrando che sarebbe occorso e occorrerebbe avere una classe politica diversa in grado di mettere mano a istituti come l’attuale prescrizione, una vera spada di Damocle sulla testa delle vittime casalesi, delle loro famiglie e più in generale sulla testa di chi ha subito danno irreparabile per l’uso scriteriato della fibra d’amianto nel Paese. Nonostante questo nuovo intoppo, la lotta per la giustizia non recederà di un millimetro. Non pieghiamo la testa, con le vittime e con le associazioni ad iniziare da AFeVA, né davanti alle inquietanti rivelazioni emerse recentemente dall’inchiesta di Report, che ha gettato ombre pesanti su presunte ingerenze esterne e strategie volte a influenzare l’esito dei procedimenti, né di fronte a questo inopinato rinvio per noi assolutamente amaro”.
“Il diritto alla verità per Casale Monferrato e per tutte le vittime dell’amianto – conclude Deambrogio – non può essere sepolto sotto l’ennesima giravolta giudiziaria. Continueremo a vigilare e a lottare affinché la giustizia non diventi un simulacro irriconoscibile dai cittadini.”
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