Le privatizzazioni “fanno acqua” da tutte le parti

Nel 1992, durante la Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro, fu istituito dalle Nazioni Unite il 22 marzo come “La Giornata Mondiale dell’Acqua”.

Chiaro lo scopo, si volle sottolineare l’importanza primaria per la vita di questo bene primario, per cui gli Stati membri avrebbero dovuto garantire l’accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico sanitari.

A 34 anni di distanza, però il tema della fruizione universale dell’acqua è diventato ancora più pressante, non solo per i cambiamenti climatici che ne rendono la disponibilità sempre più ridotta, ma per i processi di privatizzazione in costante aumento, che la trasformano da bene comune gratuito in una merce preziosa, al punto di diventare anche causa di guerre, come il petrolio.

Non a caso Israele ha usato il controllo dell’acqua per la sua politica genocida nei confronti di Gaza, mentre nel contesto dell’aggressione all’Iran straparla ora di una grande Israele che vada dal Tigri fino al Nilo.

Dei processi di privatizzazione ne sappiamo qualcosa anche in Italia, dove nonostante il referendum del 2011, che a larghissima maggioranza ha sancito la natura di bene comune dell’acqua, diviene sempre più pressante  l’attacco delle grandi multinazionali, inizialmente strisciante, poi grazie alle politiche liberiste bipartisan esplicito e arrogante.

Nel Lazio, “riposa” in qualche cassetto della Regione la legge n. 5, che nel 2014 con il voto all’unanimità del Consiglio recepì il risultato del referendum, ma sia la giunta Zingaretti che quella attuale hanno fatto finta che non esistesse, nonostante le sollecitazioni dei comitati per l’acqua pubblica, promotori della legge stessa.

Nel frattempo, la multinazionale ACEA oltre ad essere socio nella gestione dell’acqua del Comune di Roma, si sta allargando a gran parte del Lazio e grazie all’ottimo rapporto col sindaco Gualtieri, realizzerà l’inceneritore a Santa Palomba e il raddoppio del Peschiera, opere che avranno un impatto ambientale devastante. I comitati NO INC dei Castelli hanno già realizzato un presidio sotto la sede di ACEA contro l’inceneritore di Santa Palomba, voluto dal sindaco Gualtieri, che oltre tutto richiederebbe un uso spropositato di acqua a danno del lago di Albano.

Arrestare la privatizzazione e la gestione privatistica dell’acqua è lo scopo dei comitati laziali e del coordinamento regionale che li unisce, nell’obiettivo di tirare fuori dal cassetto la legge n. 5, ottenere quindi una gestione pubblica per un’acqua salubre e senza costi sulle bollette dovuti alla “necessità di dividendi” degli azionisti della gestione privatistica.

Il 22 marzo non sarà possibile manifestare durante la Giornata Mondiale sull’Acqua, a causa del voto per il Referendum, per denunciare la violazione dello spirito della sua istituzione da parte dell’ONU e quella dei governi italiani inadempienti rispetto al Referendum del 2011.

L’appuntamento è solo rinviato.