“La riforma sull’Autonomia Differenziata – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale per il Piemonte e la VdA del PRC-SE – è uscita irrimediabilmente a pezzi dopo la sentenza della Corte Costituzionale 192/2024, che ha svelato le profonde crepe di una norma portata avanti con protervia dal Governo e dal ministro Calderoli in testa. Nonostante i tentativi del Governo di minimizzare la portata della bocciatura, la consulta è stata netta, rilevando ad esempio che non è possibile una frammentazione dei diritti e che sui LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) la delega per l’esecutivo era da censurare. Come noto Calderoli e sodali sono andati avanti infischiandosene di questi rilievi e procedendo con le pre-intese assicurate dalle Regioni ‘amiche’”.
“La notizia rilevante di oggi è che anche l’insieme delle Regioni ha redatto all’unanimità un documento critico sull’individuazione dei LEP. La sostanza di questo passo sta nel fatto che, al di là delle chiacchiere ideologiche, pure chi governa i territori regionali si rende conto che la riforma fa acqua da tutte le parti, che i soldi per garantire davvero i LEP non ci sono. Non a caso chiedono che si concretizzi un fondo perequativo in grado di non condannare alla diseguaglianza il Paese”.
“Come Rifondazione Comunista – conclude Deambrogio – siamo radicalmente contrari alla riforma e, anche per quanto riguarda i LEP, pensiamo che non siano in nessun modo in grado di assicurare diritti uniformi per tutte le persone. In ogni caso raccogliamo positivamente questa critica delle Regioni e le invitiamo a portarla sino in fondo, contribuendo a rilanciare una battaglia di eguaglianza sociale e di difesa dell’impianto costituzionale, su cui prima o poi bisognerà tornare per mettere mano al Titolo V e alle sue dannose previsioni”.