Lega. Passato, presente e futuro (?) in guerra fra di loro


Le vicende della Lega sono note a tutt*. La scelta di Salvini di far entrare Vannacci nel suo partito può essere riassunta nella locuzione: gioie e dolori.
La gioia delle oltre 500.000 preferenze alle Elezioni Europee, che hanno salvato il Carroccio dal sorpasso di Forza Italia. I dolori del partito nel partito che Vannacci ha costruito dal giorno dopo la sua elezione a Vice-Segretario nel maggio del 2025.
La lotta interna da quel momento ha visto da una parte schierarsi i militanti di una vita della Lega, quella parte tendenzialmente più moderata, che soprattutto al Nord si identifica nella borghesia produttiva e nella classe dirigente ed amministrativa, e dall’altra parte i fan di Vannacci, sia già interni alla Lega, sia portati da quel mondo carsico dei Team che il generale ha creato su tutto il territorio italiano da un paio di anni.
Abbandoni e defezioni sono all’ordine del giorno, in piena accusa al segretario Salvini di aver dato in leasing il partito a Vannacci. Il gruppo parlamentare della Lega sembra una hall di albergo: gente che va molta, gente che viene poca.
Due parlamentari, Davide Bergamini e Attilio Pierro, sono passati da qualche settimana a Forza Italia, in polemica, soprattutto il primo, con la dirigenza nazionale.
Altri tre parlamentari, Ziello, Sasso ed il famigerato Furgiuele, salito agli onori della cronaca nazionale per aver promosso l’iniziativa sulla Remigrazione alla Camera, sembrano più vicini al generale che a Salvini.
E il segretario che fa? Poco, sembra. Forse è più concentrato sul salvaguardare i fondi per il Ponte sullo Stretto dall’attacco da parte della feccia comunista, che vorrebbe dirottare quei fondi, si pensi un po’, alla risoluzione dei problemi idrogeologici della Sicilia.
Alla fine Vannacci ha ufficializzato il simbolo della sua cosa (e già è iniziata la querelle giudiziaria con l’enfant prodige della destra conservatrice Giubilei, che accusa Vannacci di avergli copiato il simbolo), segno che la scissione ormai è vicina.
Io sono giovane, nato due anni dopo la scissione di Cossutta, ma alcuni racconti mi dicono che già prima della scissione vera e propria nuovo simbolo e bandiere erano già pronti ( e pure lì si andò per tribunali). Che succeda la stessa cosa in casa Lega? Probabile.
Qui prodest? Nel breve periodo a nessuno. Nel medio periodo invece potrebbe essere una mossa azzeccata: Vannacci ha un consenso personale del 2% (dati delle preferenze alla mano), un pezzo dell’elettorato della Lega si sposterebbe su di lui, e potrebbe pescare nel torbido della destra più estrema, insoddisfatta magari di una Meloni che a loro pare troppo moderata. L’avvicinamento tra Casapound, Rete dei Patrioti, Forza Nuova, bellamente riuniti sotto il cappello del Comitato per la legge sulla Remigrazione, e gli elementi vannacciani della Lega lo ho esplicitato prima. Non scordiamoci che la prima forza politica che corteggiò Vannacci subito dopo la pubblicazione de Il Mondo al Contrario fu Forza Nuova.
Mettendo insieme questi pezzi il 3% non sembra essere lontano, e magari in una situazione dove la forbice tra centro-destra e centro-sinistra si riduce, l’apporto vannacciano potrebbe risolutivo. E ciò lo metterebbe in una condizione di forza.

Queste sono solo illazioni, ovviamente. Ma possono essere un quadro plausibile di una realtà che tende a modificarsi molto velocemente.

N.B il presente articolo è stato scritto il 2 Febbraio, prima della scissione compiuta da Vannacci.