Ricorso di Toscana Rossa al Consiglio di Stato: posizione plausibile ma rigettata
di Antonella Bundu — già candidata Presidente di Toscana Rossa
“Si conferma una precisa responsabilità politica del centrosinistra, che infatti ancora non ha proposto nessuna modifica alla legge elettorale”
“Prendiamo atto della sentenza n. 04950/2026 del Consiglio di Stato, Sezione Quinta, che rigetta il nostro ricorso, pur riconoscendo come “astrattamente plausibile” la nostra interpretazione, ritenendo però che la legge elettorale toscana esprima volutamente la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per la candidata Presidente, anche quando collegata a un’unica lista.
Questo aumenta la rabbia di chi, il giorno dello spoglio, ha vissuto con sorpresa e frustrazione l’esito, ritenendo assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta solo sul cognome Bundu invece che sul simbolo di Toscana Rossa
Riteniamo giusto fare tutto il possibile per garantire il rispetto di una volontà espressa in modo evidente. Per questo valuteremo i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte, che ringraziamo per il lavoro svolto fin qui, insieme a Stumpo e Palagi, co-firmatari del ricorso.
Nel frattempo evidenziamo come il Consiglio di Stato richiami la politica alle proprie responsabilità: il centrosinistra non vuole garantire pluralità e democrazia. In questo senso, si conferma un alleato delle destre, che impone il bipolarismo senza metterlo in discussione. Ne è prova il fatto che, fino a oggi, non sia stata avviata alcuna azione concreta per modificare il sistema elettorale. La lotta della sinistra a questo punto continua, perché malgrado i tentativi dei partiti principali di costruire un bipolarismo che non esiste, ci sono tanti elettori che non si riconoscono in questo bipolarismo imposto, e che continueranno a far sentire la propria voce nei prossimi appuntamenti elettorali.
Ricordiamo due dettagli: Toscana Rossa è stata l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme, in estate. E nello stesso consiglio regionale dal quale siamo stati esclusi, oggi siedono forze politiche che hanno ottenuto risultati inferiori rispetto al nostro, ma che hanno potuto giovare di una legge elettorale che, evidentemente, non funziona,
Non recriminiamo: rivendichiamo un modo di fare politica che spiega le ragioni di questa scelta e che rende ancora più evidente la necessità di uno spazio di alternativa, ancora più necessario dopo questa sentenza. Con l’occasione ringraziamo ancora una volta tutte le persone che ci hanno reso possibile arrivare fin qui, a partire dalle realtà di Possibile, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, che fanno parte di Toscana Rossa.
Consiglio di Stato boccia ricorso Bundu e Toscana Rossa. Ma è un vero atto di accusa contro centro sinistra e destre. Continueremo la nostra battaglia politica
Comunicato Segreteria regionale Rifondazione Comunista Toscana
22 giugno. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Antonella Bundu e di Toscana Rossa contro l esclusione dal consiglio regionale ma di fatto lancia un pesantissimo atto d’accusa contro la Regione Toscana e la sua maggioranza. In sostanza, è la tesi dei giudici, il ricorso doveva essere Respinto “secundm legem” perché la norma prevede espressamente la soglia per le liste e non bastante il superamento della medesima da parte della candidata presidente. Definisce pero le motivazioni del ricorso astrattamente plausibili e, citando il caso della legge del veneto che prevede invece il caso si specie a differenza della legge Toscana, lancia di fatto una precisa accusa politica al centrosinistra, cioè di aver fatto una legge contro il principio dell’uguaglianza del voto, a tutela di un bipolarismo forzato e quindi, aggiungiamo noi, essere il migliore alleato delle destre contro tutti coloro che non accettano questo sistema. Giani e la sua maggioranza si vergognino: non hanno fatto nulla per cambiare la legge quando mesi fa avevano accennato a cambiamenti, e oggi ci troviamo consiglieri regionali eletti con la metà dei voti di Toscana Rossa e anche chi, come i neo acquisti di Vannacci, non ha preso manco un voto! non ci stupisce che lo stesso Giani sia silente sulle denunce in ossequio ai decreti sicurezza: tutto quello che colpisce il dissenso (fuori e dentro le istituzioni) è funzionale a tenere in piedi un sistema, politicamente, di potere. In attesa di valutare con Antonella Bundu ulteriori passi legali, continueremo a contrastare tutto ciò, fuori dal Consiglio, anche per dare rappresentanza politica e sociale a quell’oltre 5% di elettrici ed elettori che Giani, il centro sinistra e le destre continuano a voler con ogni mezzo tenere fuori dalla rappresentanza istituzionale