Tratto da Il Fatto quotidiano
La manomissione della Costituzione che il governo di destra vuole praticare è un vero e proprio grimaldello che serve a scassinare una porta per poi modificare a piacimento l’ordinamento dello Stato. Per questo occorre votare NO.
Uno degli elementi più pericolosi della proposta del governo è che una volta modificati i 7 articoli della Costituzione, il rapporto tra potere politico e magistratura potrà essere stravolto dal parlamento con leggi ordinarie, con votazioni a maggioranza semplici, senza più bisogno di chiedere il permesso al popolo italiano. In altre parole, oltre all’effetto immediato della monomissione costituzionale, gli effetti più devastanti si potranno avere in seguito, in base a cosa sarà possibile modificare a causa dell’abolizione dei vincoli Costituzionali che questa manomissione determina.
Basti pensare a quanto è avvenuto con la manomissione del Titolo V voluta dal centro sinistra. Dopo aver tolto i vincoli costituzionali nel 2001, la destra è oggi in grado di far passare la riforma Calderoli – che vuole scardinare lo stato italiano – con una semplice iniziativa legislativa ordinaria. Oggi il centro sinistra, che promosse e votò la manomissione del titolo V della costituzione nel 2001, si pronuncia in modo contrario all’autonomia differenziata di Calderoli, ma se la Lega può tentare di realizzare il suo progetto sfasciaitalia è proprio grazie a quella sciagurata modifica costituzionale.
Oggi la legge proposta dal governo di destra vuole realizzare lo stesso percorso di sfascio progressivo della Costituzione sulla magistratura.
Per questo è bene guardare a dove si può arrivare con questa manomissione. Negli Stati Uniti, nota patria della democrazia dove vige la più netta separazione delle carriere, Trump ha potuto utilizzare l’ICE a Minnerapolis senza che le palesi violazioni di legge attuate da questa milizia fascistoide venissero perseguite. Basta che i Procuratori siano sottoposti all’autorità politica e questa può decidere quali crimini perseguire e quali no….
La stessa vicenda Epstein ci parla di questa completa distorsione della democrazia: i file, sequestrati dall’FBI da quasi un decennio, sono adesso resi pubblici sulla base della scelta insindacabile del ministro della giustizia del governo degli Stati Uniti che è a tutti gli effetti il procuratore generale capo. Così la signora Pam Bondi, nominata al governo da Trump, decide cosa far conoscere e cosa no, decide quali nomi secretare e quali no, cioè decide sulla base di valutazioni puramente politiche cosa far sapere all’opinione pubblica e cosa no. Non dovrebbe stupire a questo punto che una vicenda in cui si va dalla pedofilia alla tortura di minori – se non peggio – abbia portato in galera un paio di persone e non certo le centinaia di milionari coinvolti in queste barbare pratiche.
Non sto dicendo che se passasse la riforma del governo da giorno dopo la “giustizia” (se così si può ancora chiamare) funzionerebbe come negli Stati Uniti. Sto dicendo che ciò che impedisce questo scempio è contenuto proprio in quei 7 articoli della Costituzione che le forze di destra – che com’è noto non sono presenti solo nello schieramento di centro destra – vogliono a tutti i costi manomettere.
Votare NO non impedisce solo un gravissimo attacco all’autogoverno della magistratura ma impedisce anche che venga scardinato lo stato di diritto conquistato col sangue dai nostri partigiani. La Costituzione italiana è un bene comune da difendere. E basta!
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