“Le recenti decisioni del Governo in materia sanitaria – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese e valdostano del PRC – segnano un punto davvero basso per la salute pubblica. Siamo di fronte alla totale capitolazione di un esecutivo che, a parole, proclama la difesa del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), ma nei fatti lo smantella pezzo dopo pezzo, scegliendo l’austerità per la salute e il rilancio delle spese militari”.
“È davvero incredibile: la Camera ha approvato emendamenti al milleproroghe per fronteggiare la carenza di medici. Potranno rientrare anche quelli già in pensione. Come se questo non bastasse sono arrivate pure deroghe a un divieto già imposto dal Ministro: le Asl potranno fare contratti con medici gettonisti attraverso coop e società private”.
“Si arriva qui perché la programmazione è parola sconosciuta per questo Governo, come del resto per altri precedenti; è uno schiaffo alla qualità.
L’incapacità di sviluppare visione e interventi non emergenziali è ormai palese. Invece di investire in nuove assunzioni e rendere attrattiva la professione medica per i giovani, il Governo risponde all’emergenza con una misura che offende la dignità del lavoro e la sicurezza delle cure: la possibilità per i medici di restare in corsia fino a 72 anni. Una scelta disperata che non garantisce la qualità degli interventi e trasforma gli ospedali in luoghi di resistenza individuale anziché di eccellenza tecnologica e organizzativa”.
“Il ritorno dei gettonisti è davvero vergognoso e il caso piemontese, che ha fatto grande uso di quelle figure, risulta essere l’ esempio particolarmente negativo totalmente ignorato. Dove sono finiti i giuramenti di superare questo costosissimo e qualitativamente dubbio intervento tampone?”
“La riapertura indiscriminata ai cosiddetti medici a gettone, una pratica che il Governo stesso aveva promesso di abolire definendola “odiosa”, è cosa fatta. In Piemonte, regione che detiene il triste primato per la spesa in esternalizzazioni (oltre 115 milioni di euro), questo ritorno al passato rappresenta la definitiva ammissione di inadeguatezza. Non si tratta di una soluzione d’emergenza, ma di una resa strutturale: si preferisce strapagare cooperative private invece di stabilizzare il personale pubblico”
“Armi al posto delle cure, mentre le liste d’attesa si allungano in attesa delle mirabolanti soluzioni dell’ assessore Riboldi. Le priorità di bilancio sono state chiarite: la spesa militare italiana continua a crescere, toccando i 35,5 miliardi di euro nel 2025, mentre il finanziamento reale alla sanità pubblica non tiene il passo dell’inflazione e dei costi operativi”.
“Questo Governo non è solo incoerente, è pericoloso per la tenuta sociale del Paese. Continuare – conclude Deambrogio – con la coppia austerità e riarmo, magari preparando il terreno per l’ arrivo massiccio delle mutue e assicurazioni private legate ai grandi fondi finanziari, significa avere come principale nemico sociale le classi popolari. Denunciamo con forza questo schema e lavoriamo per costruire una lotta sociale e politica in grado di contrastare l’unità perversa tra investimento su guerra e armi e declino della sanità come diritto uniforme per tutte e tutti”.
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