Attacco all’America Latina
Il 10 giugno 2026 il Ministro della Guerra statunitense Pete Hegseth ha tenuto, in abbigliamento di esercizio militare, un furibondo discorso nella illegittima base navale della Baia di Guantanamo a Cuba annunciando che Washington si sta “riprendendo il nostro emisfero” e lo farà usando gli stessi metodi impiegati contro Al Queda e Isis. In un ampio articolo, che si allega tradotto, di Sara Vivacqua, avvocata e giornalista brasiliana (già nota per il suo lavoro appunto di avvocato con il Ministero dell’Ambiente britannico e nell’azione giudiziaria che ha portato alla liberazione di Julian Assange) analizza in parallelo l’esposizione di Hegseth e le aggressioni recenti in Latino America che tratteggiano un colonialismo del XXI secolo. Vale la pena di leggere il testo che fa luce su un ulteriore progetto e una azione statunitensi di destabilizzazione regionale con ricadute internazionali molto preoccupanti. (vedi Allegato 1)
Il Brasile in bilico: quadro internazionale
Quale è la situazione del Brasile in questo quadro di aggressione? L’attacco antidemocratico e antisociale si manifesta lungo due binari, separati e connessi: uno interno, l’altro internazionale.
Seguendo alcuni accadimenti recenti relativi alle relazione fra Brasile, Stati Uniti e altri paesi si coglie una posizione contraddittoria, ma prevalentemente negativa, nei confronti della federazione sudamericana.
*Il 7 maggio 2026 si è svolto in presenza un incontro Lula-Trump considerato relativamente “amichevole” e diplomaticamente ben riuscito (soprattutto per la parte brasiliana). Ma pochi giorni dopo, il 2 giugno, il governo degli Usa annunciava tariffe del 25% sui prodotti del paese da applicarsi a partire dal 15 luglio. Venivano esclusi carne bovina, caffè, terre rare e altri metalli, componenti di aeronavi, ma il Pix è stato inquadrato sotto la sezione 301 della Legge di commercio del 1974. I primi rischiano infatti di aumentare i prezzi di generi alimentari diffusi negli Usa, il secondo “danneggia” il ramo finanziario delle carte di debito e credito. Se per i primi verrà avviata una trattativa, il secondo è per il Brasile intoccabile dal momento che concerne la sovranità nazionale. Il Pix, mezzo di pagamento istantaneo gratuito gestito dalla Banca Centrale è utilizzato dal 63% della popolazione e nel 2025 ha movimentato 35.400 miliardi di reais attraverso 80 miliardi di transazioni a fronte di 4500 miliardi mossi dalle carte. ( Roberto Moraes, Pix e o esperneio de Trump+clan Bolsonaro: numero de Pix e dos cartões de credito em 2025, “Brasil 247”, 5.6.2026). Ma l’atto ostile più grave compiuto dall’amministrazione Trump è avere inserito, con applicazione a partire dal 5 giugno, le due principali fazioni del crimine organizzato, il PCC e il CV, fra soggetti terroristici. Si sa che tale misura è il grimaldello che gli Usa utilizzano per aggredire con sanzioni e militarmente paesi che non siano di loro gradimento. Fra il 25 e il 28 maggio il precandidato all’elezione presidenziale di ottobre 2026 della destra Flavio Bolsonaro si è recato negli Usa, non ha difeso il Brasile dalle misure in fase di elaborazione, anzi le ha appoggiate come strumento per sconfiggere Lula e ha ottenuto una foto insieme a Trump. L’andamento oscillante della diplomazia statunitense verso il Brasile rende ovviamente complicate le relazioni e pone interrogativi su chi prende le decisioni all’interno del governo USA, se il presidente o singoli ministri. In questo contesto ondivago il discorso di Hegseth suona molto concretamente minaccioso. Mentre cerco di scrivere queste righe, il 17 giugno in una conferenza stampa nel corso del G7 a Evin il presidente Trump ha attaccato frontalmente il Brasile definendolo “un paese politicamente pericoloso”. A parte la confusione dei fatti da lui richiamati che indica se non altro una scarsa lucidità, il messaggio annuncia una interferenza nelle elezioni politiche di ottobre molto inquietante.
*Ma sembra che non solo gli Usa sviluppano una certa ostilità verso il Brasile: l’Unione Europea ha annunciato un blocco all’importazione di carne e in generale di proteine animali dal Brasile a partire dal 3 settembre (non dagli altri paesi del Mercosul come Argentina e Paraguai) per irregolarità sanitarie. È nota l’ ostilità della Francia verso l’accordo Mercosul/UE e questa misura sembra rispondere assai bene alle esigenze dell’Esagono. (Paulo Emilio, Veto da União à carne brasileira è”inaceitavel” diz diretor global da JBS, “Brasil 247”, 10.6.2026)
*Da parte sua, diciamo nel suo piccolo, l’Italia ha dato il suo contributo destabilizzante. La Corte di Cassazione si è opposta alla decisione della corte d’appello che aveva autorizzato l‘estradizione della ex deputata Carla Zambelli allegando il legittimo sospetto nei confronti del ministro Alexandre de Morais e accusando quest’ultimo di mancata imparzialità. Ha in questo modo aderito alle posizioni dei golpisti dell’8 gennaio 2013 nonché a prevaricazioni statunitensi. La lettura della sentenza è interessante, punteggiata da alcune affermazioni degne di riflessioni e sorprendenti. ( Suprema Corte da Itália acusa STF de ser parcial ao julgar Carla Zambelli, “ConJur”, 12.6.2026; Moisés Mendes, O recado dos italianos à bandidagem: ameaça o juiz e escuhambe com o processo, “ Brasil 247”, 12.6.2026; Paulo Emilio, STF teme crisi con a Itália caso nova extradição de Carla Zambelli seja negada, “Brasil 247”, 13.6.2026)
Brasile in bilico: quadro interno
Nel contesto dello slittamento dal modello della democrazia parlamentare rappresentativa, che presuppone ruoli complementari e stabilizzanti fra maggioranza e minoranza, alla logica della contrapposizione inconciliabile e del dominio della maggioranza, ogni elezioni è dipinta come una ultima occasione che, se non colta, porta alla catastrofe. È in questo clima, che contraddistingue il tempo presente, che ci si avvicina alle elezioni politiche di ottobre 2026. ( Dayane Santos, “A democrazia representativa está morrendo no mundo todo”, alerta Miguel Nicolelis, “Brasil 247”, 12.6.2026. E il neuro scienziato, che sa di che cosa parla, aggiunge che questo apre spazio ai giganti dell’intelligenza artificiale e mette a rischio la sovranità dei singoli paesi).
I candidati alla presidenza della Repubblica sono Lula per centro sinistra e sinistra e Flavio Bolsonaro per la destra che raccoglie in un unico blocco dominato dall’area estrema l’arco che va dal centro destra alle posizioni più radicali. Quest’ultimo costruisce il proprio consenso elettorale sul riferimento al padre Jair (condannato e detenuto per tentativo di colpo di Stato) e sull’appoggio ormai esplicito del “grande elettore” Trump e del suo governo. La candidatura di Bolsonaro jr ha riscosso nei sondaggi un alto favore, tanto che i due candidati risultavano quasi in situazione paritaria. La situazione è parzialmente cambiata dopo che il 13 maggio 2026 un reportage del periodico “The Intercept” ha reso noti i collegamenti fra Flavio e il banchiere Daniel Vorcaro e il Banco Master. Essi coinvolgono il candidato della destra all’interno dell’enorme truffa di tale banca venuta alla luce alla fine del 2025. Questo istituto di media dimensione aveva prodotto perdite fraudolente valutate al momento di almeno 47,3 miliardi di reais (circa 8 miliardi di US$) fino ad essere posta in liquidazione da parte della Banca Centrale. Quello che è emerso è il coinvolgimento di molte figure istituzionali in prestiti con destinazioni nebbiose. In particolare Flavio avrebbe trattato un finanziamento di almeno 61 milioni di reais (circa 10 milioni di US$) per produrre a fini elettorali un film dal titolo Dark Horse sul golpista Jair Bolsonaro. Ma questo flusso di denaro si perde in meandri oscuri che fanno sospettare finanziamenti illeciti. Questo accadimento e il modo manipolato e menzognero con cui Flavio affronta la questione sembra che erodano non poco l’appoggio nei suoi confronti.
Mentre la campagna elettorale ufficiale inizierà solo dopo il16 agosto, data limite per la presentazione delle candidature, al momento lo scontro elettorale, che è uno scontro fra visioni inconciliabili della società, avviene attraverso social e blog (alcuni anche molto violenti e di istigazione illegale all’odio) e nel Congresso. Il perno del discorso elettorale del centro sinistra ruota attorno al principio di sovranità come asse irrinunciabile nella gestione della cosa pubblica. Essa comporta l’adesione al multilateralismo in politica estera. In questa fine di legislazione il governo cerca di concludere alcune leggi di interesse sociale: la principale concerne la fine del turno 6×1 (sei giorni di lavoro a fronte di un giorno di riposo) con progressiva riduzione della giornata di lavoro a parità di salario. L’opposizione del padronato è scomposta e usa gli stessi argomenti della seconda metà dell’800 contro la abolizione della schiavitù. Approvata alla Camera con ampia maggioranza il 27 maggio, (vedi Allegato 2) la proposta passa al Senato dove il presidente cerca di impedirne l’approvazione a breve cadenza attraverso manovre procedurali varie. (Il presidente del Senato è al momento il capofila della opposizione al governo incurante di forzate la legittimità costituzionale della conduzione di questo ramo del parlamento). Da parte del centro destra/ estrema destra ormai fuse in unica amalgama punto focale è la sicurezza da raggiungere attraverso strumenti di controllo repressivi. Per questo ha avviato l’iter per la riduzione dell’età di responsabilità penale dai 18 ai 16 anni mentre Flavio in persona prevede di copiare il sistema carcerario (sul quale l’occidente democratico tace e non sanziona) di Nabib Bukele in El Salvador (val la pena di informarsi al riguardo anche solo attraverso Wikipedia). Questo si accompagna all’abbinamento, giuridicamente infondato, narcotraffico/terrorismo e all’idea del Brasile come protettorato degli Usa. Per mettere in difficoltà, e potere quindi ricattare, il governo tale blocco, che ha maggioranza in parlamento, propone misure per il miglioramento per alcune categorie di ceto medio e medio alto e di funzionari pubblici che minano l’equilibrio fiscale. ( José Reinaldo, Governo Lula reage a pautas-bombas de Alcolumbre com impacto fiscl de R$ 215 bilhões , “Brasil 247”, 11.6.2026).
Questo, in linee molto riassuntive, il contesto in cui si proiettano i prossimi mesi: un contesto difficile dall’esito incerto. Sarebbe necessaria una continuativa mobilitazione sociale di massa, ma i tempi, qui come altrove, sono altri, in cui l’antipolitica prevale, la chiusura in gruppi autoreferenziali dei social isola i partecipanti, anche se, per fortuna, a volte si hanno momenti di forte partecipazione ben visibile ma episodici.
*Allegato 1
Il capo del Pentagono annuncia nuova “Guerra al Terrore”, con il Brasile fra i bersagli
di Sara Vivacqua , “Brasil 247”
Pete Hegseth, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, il 10 giugno 2026, in tenuta di esercizio, ha annunciato alle truppe nella base navale della Baia di Guantanamo che Washington sta “riprendendo il nostro emisfero” e che, a tal fine, sta già mobilitando in America Latina la stessa intelligence , le stesse reti e la stessa forza militare utilizzate contro Al-Qaeda e ISIS in Medio Oriente. Ha richiamato la Dottrina Monroe del XIX secolo e quello che ha definito nuovo “corollario Trump”, una attualizzazione della Dottrina Roosevelt che tratta l’emisfero occidentale come “terreno chiave” della sicurezza nazionale americana.
In Brasile questa nuova architettura ha cessato di essere un’astrazione il 5 giugno. Il Primo Comando della Capitale (PCC) e il Comando Vermiglio (CV) sono stati designati dagli Stati Uniti come “Organizzazioni Terroristiche Straniere” (FTO) e “Terroristi Globali Specialmente Designati” (SDGT), categorie giuridiche applicate anche ad Al-Qaeda e all’ISIS.
L’OFAC, l’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, responsabile dell’applicazione delle sanzioni economiche e del blocco dei beni di individui ed entità sanzionati, ha aggiornato l’elenco delle sanzioni. Dal momento che la designazione criminalizzi l’entità stessa come organizzazione terroristica, l’allerta implica che qualsiasi individuo, banca, azienda o istituzione – all’interno o all’esterno degli Stati Uniti – con qualsiasi tipo di collegamento con le organizzazioni designate diventi soggetto a sanzioni secondarie e persecuzione penale. Questo strumento garantisce l’isolamento finanziario globale di qualsiasi entità designata, estendendo la portata della dottrina ben oltre i confini degli Stati Uniti.
Con ciò, il Brasile è ora incluso nella stessa architettura giudiziaria di controterrorismo applicata ai gruppi in Medio Oriente, in uno scenario di espansine della presenza militare statunitense in ambito regionale , inclusi Paraguay e Argentina. E le aziende, le agenzie e i singoli cittadini brasiliani diventano potenzialmente bersaglio di sanzioni OFAC anche al di fuori degli Stati Uniti e soggetti a leggi arbitrarie in materia di immigrazione e sicurezza nazionale all’interno del paese.
Non si tratta di improvvisazione retorica, dato che la famiglia Bolsonaro ha cercato di associare Lula e il PT al PCC fin dal 2022 – un’affermazione falsa che ha portato il Tribunale Superiore Elettorale (TSE), il TSE a ordinare la cancellazione delle pubblicazioni e a multare Jair Bolsonaro. Flávio Bolsonaro sta ora riattivando la stessa strategia a scala internazionale, per trasformare l’opposizione ideologica in sospetto criminale e spianare la strada alla criminalizzazione internazionale dell’avversario, incluso Lula personalmente.
La Nuova Guerra al Terrore
Hegseth non ha fatto questa dichiarazione nella Baia di Guantanamo Bay nel suo ruolo di ex conduttore del programma Fox & Friends Weekend, ma come capo civile del Pentagono, la più grande macchina da guerra del mondo, e responsabile dell’intero apparato militare americano. È la seconda carica nella catena di comando militare, dopo il presidente.
Ciò che Hegseth descrive non è una metafora. È il trasferimento letterale di dottrina, metodo e infrastrutture della guerra al terrore dell’11 settembre alla nuova guerra al terrore di Trump contro l'”estremismo violento di sinistra” transnazionale. Questa nuova architettura è stata inaugurata dalla
Strategia Nazionale di Controterrorismo del 2026, firmata da Trump il 6 maggio.
Questo documento ha unificato, per la prima volta nella storia americana, tre categorie ufficiali di minaccia terrorista in un’unica categoria: “narcoterroristi e bande transnazionali”, “terroristi islamisti” e, inedito, “estremisti violenti di sinistra, inclusi anarchici e antifascisti”.
Hegseth ha definito la strategia la magna carta dottrinale dell’offensiva per “riprendere il nostro emisfero”, affermando che i presidenti precedenti “hanno ignorato la Dottrina Monroe per troppo tempo” e “hanno fatto finta che il nostro cortile non contasse”.
Non è un caso che Hegseth esalti, per 45 minuti, nella Baia di Guantanamo, centro di tortura e occupazione illegale americana del territorio cubano, l’operazione militare che ha catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro in 45 minuti. Descrive il successo come il grande banco di prova per il rafforzamento pratico di questa dottrina: il Venezuela.
La nuova guerra al terrore sotto Trump si allontana dalla dottrina del terrorismo “arabo-religioso” per spostare la lotta contro il jihadismo nel cuore della disputa ideologica contemporanea del dopo 7 ottobre all’interno della società civile mondo includendo anche l’ “estremismo di sinistra. Diversi documenti e atti ufficiali dell’amministrazione Trump illustrano una dottrina chiara, ben documentata e opportunista contro un nuovo terrorismo ideologico: “estremismo violento di sinistra”.
L a strategia è globale. Mentre a livello nazionale, negli Stati Uniti e in Europa, questa dottrina si traduce in campagne di sicurezza e criminalizzazione della società civile – in particolare della solidarietà palestinese e dell’immigrazione – in America Latina si esprime in una rottura ancora più radicale.
L’architettura legale e militare per invadere l’America Latina
Dal punto di vista giuridico, la strategia per l’America Latina consiste nel fondere “narcoterrorismo” ed “estremismo di sinistra” in un’unica categoria da attribuire a governi e governanti eletti considerati ostili a Washington, aprendo la strada persino a un intervento militare. La designazione dei cartelli nella stessa categoria giuridica di Al-Qaeda, come nel caso del PCC e del CV, legittima gli stessi poteri di azione militare extraterritoriale utilizzati nel dopo 11 settembre. L’America Latina è apparsa come priorità politica per l’amministrazione Trump fin dal primo giorno del suo mandato. Il 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento, Trump ha marchiato Cuba come Patrocinatore Statale del Terrorismo (SST), escludendo deliberatamente il Venezuela da tale lista.
Deliberatamente perché, nello stesso giorno, Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha inaugurato un’altra strategia da sperimentare in Venezuela: un processo formale per designare, con un linguaggio generico ed estensivo, “alcuni cartelli” e “altre organizzazioni” come Organizzazioni Terroriste Straniere o Terroristi Globali Specialmente Designati. Più importante: il documento ha modificato la definizione stessa di cartelli, stabilendo che essi vanno oltre la criminalità organizzata tradizionale, a causa della loro convergenza con attori extraemisferici, inclusi governi ostili.
A novembre 2025 Hegseth ha definito il Cartel de los Soles come Organizzazione Terrorista Straniera e ha pubblicamente insistito che Maduro era “il capo di questo cartello2, esattamente secondo i termini della muova definizione dell’ordine esecutivo. Il Cartello dei Soli non è mai esistito. Il termine è un’espressione gergale venezuelana degli anni ’90 usata per indicare genericamente i leader corrotti del narcotraffico. Lo stesso Dipartimento di Giustizia (DOJ) ammetterebbe in tribunale che l’organizzazione non esiste, e gli organi tecnici del governo americano – DEA, Dipartimento di Stato, Servizio di Ricerca del Congresso e Rapporto Mondiale sulla Droga dell’UNODC – contraddicono la menzogna che ha giustificato l’invasione, non avendo individuato alcuna rete di produzione o distribuzione di fentanil in Venezuela.
Né le armi di distruzione di massa erano necessarie – una menzogna raccontata da Bush e Tony Blair nei rispettivi parlamenti – per l’invasione e la distruzione dell’Iraq. La designazione è stata sufficiente ad aprire la strada legale all’invasione di uno stato sovrano. Come lo stesso Hegseth ha ammesso in un’intervista a One America News Network, dichiarare il Cartello dei Soli un’organizzazione terroristica radicata nello stato venezuelano avrebbe aperto “molte nuove opzioni” per il modo in cui gli Stati Uniti affrontano i narcotrafficanti nella regione.
Reti di intelligence e coalizioni di paesi alleati
Nel suo discorso, Hegseth ha anche annunciato l’espansione dello “Scudo delle Americhe”, la coalizione antinarcoterrorismo, come meccanismo per operare all’interno dei paesi alleati e “individuare i luoghi in cui operano questi terroristi designati e dove producono la droga”, replicando il modello delle operazioni speciali utilizzato in Afghanistan e Iraq.
Le stesse strutture di sorveglianza, fusione di dati e operazioni speciali costruite in Medio Oriente vengono replicate nei Caraibi, in Amazzonia e nel Pacifico Sud, con lo Scudo delle Americhe come equivalente della coalizione dopo 2001 della “guerra al terrore”, e con Bukele e Milei nel ruolo che Musharraf e re Abdullah ricoprirono in Medio Oriente.
Due mesi dopo l’invasione del Venezuela e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cília Flores il 7 marzo 2026 Trump ha riunito capi di Statao di 12 nazioni latinoamericane nel suo club i golf a Doral in Florida per una riunione.
I leader delle maggiori economie indipendenti della regione — Brasile, Messico e Colombia— non sono stati invitati, ma l’autocrate Nayib Bukele di El Salvador e Javier Milei dell’Argentina erano nella lista. Il discorso ufficiale era la lotta contro i cartelli, ma il proclama parlava di respingere le “influenze straniere” e le “interferenze nell’emisfero” — un linguaggio diretto alla Cina, i cui scambi commerciali con la regione sono balzati da 12 miliardi di dollari nel 2000 a 515 miliardi di dollari nel 2024. La coalizione riunisce 18 paesi con l’obiettivo di ampliare la condivisione di informazioni e l’interdizione marittima nei Caraibi e nel Pacifico.
Basi avanzate
Guantánamo, le basi argentine del Decreto 264/2026, l’FBI in Ecuador e la SOFA paraguaiana sono diventate di fatto equivalenti delle basi americane in Kuwait, Qatar e Bahrein. Cuba continua a resistere.
Nei giorni successivi all’incontro, l’architettura regionale dello “Scudo delle Americhe” iniziò a concretizzarsi. Il 10 marzo, in un accordo negoziato tra Marco Rubio e il ministro degli Esteri paraguaiano Rubén Ramírez Lezcano, la Camera dei Deputati paraguaiana approvò un accordo dell’Unione delle Forze Armate (SOFA) che consente la presenza di personale militare e civile statunitense nel paese, con immunità penale equivalente a quella del personale diplomatico. Il presidente Lula ha espresso preoccupazione per la possibilità di un dispiegamento di soldati americani al confine tra Paraguay e Brasile.
Il giorno successivo, l’11 marzo, gli Stati Uniti hanno inaugurato il loro primo ufficio permanente dell’FBI in Ecuador, coronando una serie di accordi di sicurezza firmati in sole due settimane tra Washington e Quito, tra cui, il 3 marzo, la prima operazione militare congiunta antidroga in territorio latinoamericano, guidata dal Comando Sud statunitensi . Gli analisti osservano che la posizione strategica dell’Ecuador, con accesso diretto al Pacifico e alle isole Galapagos rende il paese un punto privilegiato per l’intelligende americana nella regione. Nel processo di sostituzione di ciò che restava della diplomazia con la militarizzazione, Milei si è dimostrato un alleato obbediente e strutturalmente indispensabile per le Americhe nell’architettura dello Scudo delle Americhe. Il Decreto di Necessità e Urgenza 264/2026,
firmato da Milei il 17 aprile e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ha autorizzato l’ingresso di personale e mezzi delle Forze Armate statunitensi per l’esercitazione “Pugnale Atlantico” , tra il 21 aprile e il 12 giugno 2026, presso le strutture della Base Navale di Puerto Belgrano, della Guarnigione Militare di Córdoba e della VII Brigata Aerea di Moreno, Buenos Aires, in parallelo con il dispiegamento della portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz nelle acque dell’Atlantico meridionale.
Mentre il quadro giuridico veniva formalizzato, Washington aveva già schierato navi da guerra, posizionato caccia F-35 a Porto Rico e inviato la portaerei USS Gerald R. Ford nei Caraibi: un armamento chiaramente sproporzionato per combattere i cartelli privi una forza aerea. Dal 2 settembre 2025, gli Stati Uniti hanno condotto almeno 44 attacchi contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico Orientale, in quelle che le Nazioni Unite hanno classificato come esecuzioni extragiudiziali. A marzo 2026, un ufficiale della difesa ha confermato al Congresso che 47 imbarcazioni erano state attaccate e almeno 157 persone uccise, tra cui pescatori di Trinidad e Tobago e Colombia. Le Nazioni Unite hanno classificato qualsiasi azione militare, diretta o occulta, contro un altro Stato sovrano come una “violazione ancora più grave della Carta delle Nazioni Unite”.
Il capo del Comando Sud (SOUTHCOM), la struttura militare responsabile delle operazioni statunitensi in America Latina e nei Caraibi, l’ammiraglio Alvin Holsey, ha sollevato internamente dubbi sulla legalità delle operazioni e ha offerto le sue dimissioni durante un teso incontro con Hegseth il 6 ottobre.
Tecnologia di supersorveglianza di massa in territorio straniero
La dimensione tecnologica di questa architettura, peraltro, è arrivata con un’altra figura del mondo aziendale con radici ben piantate nei servizi segreti degli Stati Uniti e di Israele. Il 12 aprile 2026, esattamente quando le truppe americane iniziavano a insediarsi nelle basi argentine, Peter Thiel atterrò a Buenos Aires accompagnato da famiglia, consiglieri e scorta personale. Il 23 aprile, veniva ricevuto alla Casa Rosada da Milei e dal Ministro degli Esteri Pablo Quirno. Milei descrisse l’incontro come una “meravigliosa” conversazione tra “anarco-capitalisti”.
Thiel, ex socio di Jeffrey Epstein, è co-fondatore e presidente di Palantir Technologies, un’azienda specializzata in integrazione di dati, analisi dell’intelligence e contratti governativi. È la stessa azienda che, negli Stati Uniti, ha accumulato contratti con l’ICE valutati a 287 milioni di dollari tra il 2011 e il 2025, fornendo il sistema che consente a ogni agente dell’immigrazione di accedere a una rete di database pubblici e privati su qualsiasi persona. Come già riportato da DCM/Diario do Centro di Mundo, Palantir si infiltra in Brasile attraverso Luciano Huck e il già ministro del STF/Supremo Tribunale Federale Roberto Barroso.
Gli Stati Uniti stanno inaugurando sotto i nostri occhi una dottrina di sicurezza emisferica e globale, pericolosamente fraintesa come una semplice continuazione – più esplicita e aggressiva – del tradizionale espansionismo americano. L’amministrazione Trump e i suoi partner internazionali, in particolare il sionismo, stanno progettando una vasta architettura legale, politica e militare per la cosiddetta Nuova Guerra al Terrore contro l'”estremismo di sinistra transnazionale” del mondo post-7 ottobre.
Nell’era post-7 ottobre si assiste a un cambio di paradigma, espresso come politica di Stato dalla stessa amministrazione Trump, che equipara sistematicamente le proteste filo-palestinesi a terrorismo e antisemitismo. Un esempio innegabile è il Progetto Esther, ideato dalla Heritage Foundation — lo stesso gruppo dietro il Progetto 2025, una sorta di manuale ideologico del trumpismo — che ha consolidato questa retorica in politiche istituzionali e l’ha resa esplicita nei campus universitari. Azioni come la partecipazione a proteste pro-palestinesi sono stati inquadrati come antisemitismo e appogio matriale al terrorimo, in modo tale che i manifestati potessero essere deportati, colpiti da detenzioni, penalità civili o altre gravi conseguenze.
Un tentativo di riorganizzare l’egemonia americana e del Nord globale ampliando il vocabolario antiterrorismo all’ “estremismo di sinistra” e al dissenso nella società civile, aprendo quelli che la legge definisce “stati di eccezione” transnazionali, screditando le garanzie democratiche e spianando la strada all’ascesa dell’estrema destra e alla sua intersezione con il libertariamismo americano: una corrente che propugna la dissoluzione dello Stato e la sovranità assoluta dell’individuo come principio politico.
Il Brasile sembra illudersi sulla gravità che si profila o come dice n detto inglese, crede di essere too big to fail, “troppo grande per fallire”.
*Allegato 2
Fim da escada 6×1 indica conclusão de disputa cucial da redemocratizacão no pais,
de Laopoldo Vieira, “Brasil 247”, 28.5.2026
L’approvazione della riforma dell’orario di lavoro, che introduce la settimana di 40 ore e pone fine al turno 6×1, segna la conclusione di un confronto cruciale nel processo di democratizzazione del paese, il cui principale campo di battaglia è stata l’Assemblea Costituente Nazionale del 1987-1988. Il provvedimento sancisce una vittoria per il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva che trascende la competizione elettorale, proiettando un’eredità per il futuro, poiché la produttività tecnologica non si è tradotta in un miglioramento della qualità della vita per la classe lavoratrice, ora minacciata di sostituzione su larga scala dall’intelligenza artificiale. Il presidente ha guidato un accordo parlamentare caratterizzato dall’egemonia delle posizioni e degli interessi del mondo del lavoro. Il testo prevede la fine dell’orario 6×1 in due fasi: la prima subito dopo la promulgazione, con la riduzione della settimana lavorativa da 44 a 42 ore e due giorni di riposo; la seconda dopo 12 mesi, con il contenimento della settimana a un massimo a 40 ore senza riduzione di stipendio.
La votazione, conclusasi i 27 maggio con 472 voti favorevoli e 22 contrari, ha dimostrato che, a differenza dello scontro nell’Assemblea Costituente, il Grande Centro, la destra e le grandi organizzazioni economiche non avevano condizioni politiche per opporsi al provvedimento che ha l’appoggio schiacciante di circa il 70% della popolazione.
La versione storica originariamente sostenuta dai sindacati e dai movimenti sociali – che, in larga misura, confluirono nella fondazione del PT (Partito dei Lavoratori), il cui gruppo parlamentare fu il principale promotore di questa agenda nell’Assemblea Costituente – prevedeva proprio l’adozione di una settimana lavorativa di 40 ore senza riduzione salariale. Quattro decenni dopo, la misura potrebbe diventare legge, a seconda dell’orientamento del presidente del Senato, Davi Alcolumbre. Anche nel 1988, il settore imprenditoriale reagì con forza, sostenendo che il provvedimento avrebbe aumentato i costi, ridotto la competitività e causato disoccupazione. La pressione del cosiddetto “centro conservatore” dell’Assemblea Costituente impose infine una soluzione intermedia: la Costituzione fissò la settimana lavorativa massima a 44 ore e la giornata lavorativa a 8 ore, riducendo il precedente limite di 48 ore ereditato dal periodo dittatoriale.
A partire dalla crisi economica del 2015-2016, è iniziato un processo di revisione del patto sociale del 1988, soprattutto durante i governi di Michel Temer e Jair Bolsonaro. La riforma del lavoro del 2017 ha reso i contratti più flessibili, ampliato l’esternalizzazione, rafforzato gli accordi individuali e indebolito i sindacati, con la motivazione della modernizzazione economica e della creazione di posti di lavoro. Tuttavia, studi successivi hanno evidenziato un aumento dell’informalità, della precarietà e dell’insicurezza nel mercato del lavoro.
La pandemia di Covid-19 ha aggravato questo scenario, combinando disoccupazione, perdita di reddito, inflazione alimentare e espansione del lavoro precario e basato su app. Il risultato è stato un aumento significativo di ansia, depressione, burnout e disagio psicologico tra i lavoratori brasiliani, portando i ricercatori a definire questo periodo come una nuova fase di precarizzazione strutturale del lavoro.
San Paolo, 20 giugno 2026, altri articoli sul Brasile in www.latinoamerica-online.it