di Pierre Yelen – Tratto da Latitudini
C’è stato uno scontro armato a Niamey, la capitale del Niger, nella notte tra il 28 e 29 agosto. Ancora non è chiaro se sia stato un nuovo tentativo di rovesciare militarmente il Presidente, il generale Abdourahamane Tiani che governa il paese da luglio 2023. Arrivato al potere con la forza, ha destituito il presidente eletto Mohamed Bazoum, per la cui liberazione il governo francese, provando a condizionare le decisioni della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao), si era spinto fino ad avallare un intervento armato.
Nella notte di venerdì, i “ribelli” hanno occupato la base militare 101 di Niamey e hanno tentato un attacco al palazzo presidenziale scontrandosi con la “guardia presidenziale” e, quindi, alla televisione nazionale che ha sospeso tutte le trasmissioni almeno per un’ora dalle 9 di sabato mattina. Si sono arresi sabato sera, dopo un intervento congiunto delle forze armate nigerine e dei militari russi dell’Africa Korps – di stanza nella stessa capitale – con l’utilizzo di veicoli blindati e di droni.
Dopo quasi 24 ore di violenza, dunque, la calma è tornata a Niamey, con l’arresto di un centinaio di persone le cui immagini sono state trasmesse in televisione dove è stato anche letto il comunicato ufficiale del Ministero della difesa nazionale che ha sancito la fine dell’attacco e invitato la popolazione a ritornare alla normalità.
E’ la terza volta, quest’anno, che un attacco armato mina la stabilità del potere nigerino. A gennaio e giugno scorso, infatti, due attacchi sanguinosi sono stati compiuti all’aeroporto di Niamey; il primo dai terroristi dello Stato islamico e il secondo da Jnim, filiale di Al Qaida nel Sahel. Non è il caso di questo di fine agosto. Quest’azione è nata, invece, all’interno dello stesso esercito nigerino e realizzata da truppe scelte “ribelli”; in particolare si è trattato di forze speciali dell’antiterrorismo. Il governo negando il tentativo di un colpo di stato, la addebita solamente ad un atto d’insubordinazione di soldati. Il direttore dell’Istituto Timbuktu, Bakary Sambe, ai microfoni di Tangi Buihan e riportato da RFI, evidenzia piuttosto come i soldati abbiano voluto manifestare il loro dissenso nella gestione proprio della lotta antiterrorista che ha causato numerose perdite tra i ranghi. In altri termini, il governo locale prende posizione contro un atto d’insubordinazione e viene rafforzato anche dal comunicato della confederazione dell’Alleanza degli stati del Sahel (AES- Burkina Faso, Mali e Niger) che scrive di un “tradimento di soldati” finalizzato ad un’azione di destabilizzazione.
Fonte:
RFI – Niger: des dizaines d’arrestations parmi les soldats mutinés, retour au calme à Niamey.
RFI. Niger: des forces spéciales de l’armée nigérienne à l’Africa Corps russe, retour sur la mutinerie à Niamey