Il futuro dei nostri territori. Fermiamo il grande inceneritore di Montello


di Eugenio Beccalli, Portavoce Comitato Aria Pulita Tomenone

Cosa sta accadendo nei nostri paesi?

È stata presentata da Montello S.p.A. una richiesta per la realizzazione di un inceneritore della potenza dichiarata di 154 MW. Un impianto di queste dimensioni potrebbe avere conseguenze rilevanti non soltanto sul territorio del Comune di Montello (Bergamo), ma anche sulle numerose comunità che vivono nelle aree circostanti.

Il progetto interessa un’area all’interno di un PLIS, in prossimità di scuole e asili, e coinvolge direttamente un territorio abitato da circa 30.000 persone nei Comuni limitrofi. Per questo riteniamo che non possa essere considerato un problema esclusivamente locale. È una questione che riguarda tutti: la qualità dell’aria che respiriamo, la tutela dell’ambiente, il consumo di territorio e il futuro delle nostre comunità.

Una mobilitazione iniziata nel 2023

La vicenda non è iniziata oggi. Nel 2023 il progetto dell’inceneritore è stato presentato in Provincia. Da allora il Comitato Aria Pulita Tomenone ha portato avanti una mobilitazione costante, con l’obiettivo di informare i cittadini e chiedere che il progetto venga fermato.

In questi anni sono state organizzate raccolte firme, manifestazioni e iniziative pubbliche. Sono state inoltre inviate lettere alle istituzioni, compreso un appello al Presidente della Repubblica. Il Comitato ha collaborato con le forze politiche presenti sul territorio per favorire la presentazione di mozioni contrarie all’impianto nei diversi Comuni e ha contribuito a portare la questione anche all’attenzione delle istituzioni regionali attraverso interrogazioni in Regione. Tra le iniziative più recenti c’è anche una lettera indirizzata a Papa Leone, in occasione del Meeting di Rimini, al quale ha partecipato anche Montello S.p.A., con la richiesta di richiamare l’attenzione sulla tutela del territorio, dell’ambiente e delle comunità che lo abitano.

Perché diciamo no.

La posizione del Comitato è netta: l’impianto viene ritenuto non necessario e potenzialmente dannoso per il territorio, mentre si ritiene che possa rispondere soprattutto a un interesse economico dell’azienda.

Un’altra delle principali preoccupazioni riguarda le emissioni e la possibile ricaduta degli inquinanti sul territorio circostante. Secondo quanto sostenuto dal Comitato, gli effetti potrebbero interessare un’area molto vasta, con un raggio superiore ai 20 chilometri. È proprio per questo che la discussione non può fermarsi ai confini amministrativi del Comune di Montello. Quando si parla di qualità dell’aria, infatti, non esistono confini comunali.

Cittadini e istituzioni si sono mobilitati

Un passaggio importante è stato anche la predisposizione di una relazione tecnica nell’ambito della Conferenza dei Servizi, con un costo di circa 7.000 euro, sostenuto grazie al contributo dei cittadini e al supporto di Legambiente Basso Sebino e Valcavallina e Rifondazione Comunista. Sono state inoltre presentate oltre 1.000 osservazioni nell’ambito della Conferenza dei Servizi: un segnale concreto della partecipazione e della preoccupazione espressa dalla popolazione.

Nel frattempo è attivo un tavolo tecnico in Provincia al quale partecipano i sette Comuni di San Paolo d’Argon, Costa di Mezzate, Gorlago, Albano Sant’Alessandro, Montello, Brusaporto e Bagnatica, che hanno già manifestato la propria contrarietà al progetto. Al tavolo partecipano inoltre ATS, ARPA, Montello S.p.A. e i tecnici dei Comuni. Ora si attende la quarta Conferenza dei Servizi, un passaggio fondamentale per conoscere il futuro del progetto.

Un’opposizione che cresce

La contrarietà all’inceneritore non riguarda più soltanto i Comuni direttamente coinvolti. Secondo i dati riportati dal Comitato, sono 47 i Comuni che hanno espresso la propria contrarietà al progetto, insieme al Consiglio provinciale. Numeri che mostrano come la preoccupazione sia diventata una questione territoriale.

Un territorio che vuole essere ascoltato

Di tutto questo parleremo alla Festa in Rosso di Grumello del Monte. Sarà un’occasione per fare chiarezza, capire a che punto si trova oggi l’iter del progetto, conoscere ciò che è stato fatto finora e discutere dei prossimi passi. Ma soprattutto sarà un momento per ribadire una convinzione: il futuro dei nostri territori non può essere deciso senza ascoltare le persone che quei territori li abitano.

La tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita delle nostre comunità deve venire prima di qualsiasi altro interesse.

Informiamoci. Partecipiamo. Facciamo sentire la nostra voce. Il futuro dei nostri territori riguarda tutti noi.

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