In avvicinamento alla giornata del 25 aprile il segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista, Alberto Deambrogio, è intervenuto per ribadire l’importanza dell’attualizzazione degli ideali della Resistenza. “In un contesto drammatico come l’attuale – ha dichiarato Deambrogio – è davvero imprescindibile ricordare che le partigiane e i partigiani non amavano la guerra e lavorarono in modo indefesso perché terminasse e finisse anche fuori dal novero della storia; così infatti è icasticamente scritto nel lascito costituzionale”. “Sulla scia di quella tradizione è oggi determinante ribadire, soprattutto nella giornata del 25 aprile, la nostra netta opposizione a modelli di sviluppo guerrafondai, che vanno a tutto svantaggio delle classi popolari. Chi nei mesi scorsi ha riempito le piazze contro il genocidio in Palestina, contro la guerra, l’aumento delle spese militari, lo ha fatto mettendo avanti una spinta morale, ma anche, in qualche modo, il rifiuto della distruzione dei diritti in nome della difesa armata di un modello economico, sociale, imperiale insostenibile.
Molte di quelle persone, soprattutto giovani, ha reso possibile la vittoria del No al recente referendum sulla giustizia”. “Sono segnali importanti – ha concluso Deambrogio – che vanno accolti e non strumentalizzati. Il portato costituzionale, il suo fondamento antifascista preciso eppure oggi messo in discussione da più parti, si difende in modo efficace se si lavora a mettere in campo una risposta sociale e politica differente dal militarismo, dalla guerra, dall’enorme sacrificio finanziario che essa vuole. Significativamente, senza una vera alternativa a chi è compatibile con il quadro riarmista, compreso chi vuole l’esercito europeo, sarà difficile sanare la ferita sociale, che spesso, come si è ben visto, finisce per alimentare derive populiste, autoritarie e fasciste”.
Foto di Giorgio Agosti – Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’