La strage di Bologna. Una ferita ancora aperta

Rifondazione Comunista Emilia-Romagna parteciperà alle celebrazioni del 46° anniversario della strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna, al fianco dell’Associazione dei familiari delle vittime e di tutte le realtà democratiche e antifasciste che, da quasi mezzo secolo, impediscono che la memoria venga cancellata o manipolata.

Il 2 agosto non è soltanto una data da ricordare: è una ferita ancora aperta nella storia di Bologna e del nostro Paese. Una strage neofascista che si inserisce nel disegno eversivo della strategia della tensione, sostenuto da complicità, coperture e depistaggi che per decenni hanno ostacolato il cammino della giustizia.
Le sentenze hanno fatto emergere il ruolo dell’eversione neofascista, dei depistaggi messi in atto da apparati dello Stato e della loggia massonica P2. Ma la ricerca della verità non può considerarsi conclusa finché non saranno pienamente accertate tutte le responsabilità politiche che hanno reso possibile quella stagione di terrorismo volta a colpire la democrazia e a condizionare la vita del Paese.

Per questo continuiamo a respingere ogni tentativo di riscrivere la storia. Mai come oggi la memoria è un terreno di conflitto democratico: difenderla significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e opporsi a ogni rigurgito autoritario e neofascista e a ogni sua rilettura in chiave bellicista.
Anche quest’anno delegazioni di iscritte e iscritti di Rifondazione Comunista provenienti da tutta l’Emilia-Romagna saranno presenti alle iniziative commemorative. Saremo in Piazza Maggiore per partecipare al corteo, con ritrovo in Piazza del Nettuno a partire dalle ore 8.

Segreteria regionale PRC Emilia-Romagna

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