La Danimarca ha appena celebrato il funerale del suo servizio postale universale. Con la fine della consegna delle lettere da parte di PostNord, il paese scandinavo non ha solo smantellato un’istituzione secolare, ma ha consegnato le chiavi della comunicazione civile al mercato privato e agli algoritmi. Questa totale privatizzazione non è un traguardo di efficienza, ma un pericoloso esperimento di esclusione sociale che minaccia di diventare il modello di riferimento per l’intera Europa.
Il costo dell’efficienza: il divario sociale
Mentre il governo celebra la “svolta green” e il risparmio, i costi sociali ricadono sulle spalle dei più fragili. In una nazione dove il 95% della popolazione è digitalizzata, circa 271.000 cittadini (prevalentemente anziani e persone con disabilità) rimangono esclusi. Senza lettere fisiche, appuntamenti ospedalieri e comunicazioni istituzionali diventano invisibili per chi non possiede uno smartphone o le competenze per navigare in sistemi complessi. La carta non era solo un supporto, ma un presidio di democrazia e accessibilità; rimuoverla significa tagliare i ponti con una fetta consistente della società, costretta ora a dipendere da centri di assistenza o familiari.
La sovranità svenduta ai colossi tech
L’abbandono del servizio postale fisico accelera una dipendenza digitale senza precedenti. Affidare ogni comunicazione sensibile — dai dati medici ai documenti legali — esclusivamente a infrastrutture digitali significa, di fatto, legarsi a doppio filo ai giganti dell’High Tech statunitense che dominano i servizi cloud e software. Mentre la Danimarca cerca di sviluppare alternative sovrane, il rischio è che la velocità della transizione costringa l’Europa a una sudditanza tecnologica definitiva, dove la privacy dei cittadini diventa merce di scambio per piattaforme private.
Un virus che infetterà l’Europa?
Il caso danese è il “paziente zero” di una strategia di liberalizzazione selvaggia che punta a smantellare il concetto stesso di servizio pubblico in tutto il continente. Se il diritto alla corrispondenza — sancito dalle costituzioni — viene ridotto a un servizio a pagamento gestito da corrieri privati a prezzi di mercato, il cittadino cessa di essere tale per diventare un semplice utente di serie A o B in base al suo codice postale o al suo conto in banca. L’Europa deve decidere: vogliamo una modernizzazione inclusiva o un futuro in cui il diritto di comunicare è mediato da un abbonamento digitale e da un server oltreoceano?