Perché Marco Rubio ha incontrato il Papa. L’obiettivo USA è rovesciare la Rivoluzione cubana

Il 7 maggio 2026, il Segretario di Stato degli USA, Marco Rubio, ha incontrato il Papa presso il Vaticano, mentre l’8 maggio ha incontrato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

L’udienza in Vaticano è durata circa 45 minuti, tra il Pontefice e il segretario di Stato degli Usa.

Durante “cordiali colloqui” – come afferma un comunicato vaticano – in Segreteria di Stato con il cardinale Pietro Parolin, “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America”.

Insieme a questo, informa la nota, vi è stato anche “uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”.

Un ossimoro, un’analogia, un anatema, un paradosso solo leggere queste parole, dato che le guerre in atto ora o sono state iniziate, o sono state proseguite, o sono state avallate proprio dall’Amministrazione USA di Donald Trump.

Già questo dovrebbe sottolineare la fallacia politica di questi incontri diplomatici, che non sono in grado di portare a casa nessun risultato, se non appunto “normalizzare” i rapporti tra i due Stati dopo le farneticanti dichiarazioni di Trump sul Papa.

Su questi ultimi punti, la Sala Stampa della Santa Sede ha spiegato che, tra le zone di conflitto citate, si è fatto riferimento ai Paesi di Africa e Medio Oriente, in particolare Libano e Iran, e che sono state affrontate anche questioni più ‘calde’ come quella di Cuba – in questi giorni di forte tensione con gli Stati Uniti -, riguardo alla quale è stata ribadita la necessità di un sostegno al popolo cubano. Tali colloqui, secondo il Dipartimento di Stato Usa, “hanno dimostrato la solida e duratura partnership tra gli Stati Uniti e la Santa Sede a sostegno della libertà religiosa”.

Una sottolineatura precisa, poiché da anni gli USA iscrivono Cuba nei loro “rapporti internazionali” (sebbene siano scritti esclusivamente da Commissioni del Dipartimento di Stato USA) nella lista dei Paesi che violano la libertà religiosa. Una bufala inventata dalle varie Amministrazioni USA e riproposta saltuariamente a livello mediatico internazionale nel tentativo di far abboccare la sensibilità del Vaticano su questi argomenti al fine di trovare un alleato nella lotta contro la Rivoluzione cubana.

Non dobbiamo dimenticare che la Chiesa Cattolica, come istituzione, è stata molte volte coinvolta in tentativi di destabilizzazione della Rivoluzione cubana, sfociando nell’organizzazione della famigerata e crudele Operazione Peter Pan avvenuta nel 1960, in cui la CIA – collaborazione con la Chiesa cattolica a Cuba e a Miami – grazie alla presenza di missionari e suore irlandesi, deportò 14.000 bambini cubani consegnandoli a organizzazioni “caritatevoli” create per accogliere i minori negli Stati Uniti, dove vennero accolti in case di sconosciuti e istituti morali, divenendo in molti casi vittime di pedofilia. Un evento che provocò una lacerazione irrecuperabile tra Cuba e Chiesa cattolica.

Su Cuba, che cosa vuole dunque Marco Rubio dal Papa? Il regime di Trump, in questo caso Marco Rubio, chiede alla Chiesa di Roma di appoggiare l’eventuale distribuzione di aiuti alla popolazione cubana attraverso la rete della Caritas e altre organizzazioni cattoliche presenti sull’Isola.

Una strategia molto esplicita e nemmeno troppo “umanitaria”: prima affamano il popolo con il Bloqueo e le sanzioni e poi “inviano aiuti”. L’obiettivo è scavalcare le autorità dell’isola e avviare una operazione “umanitaria” con l’obiettivo di screditare l’operato del governo e sollecitare tra la popolazione un tentato golpe.

Si tratta di strategie che Cuba conosce molto bene e che la Rivoluzione cubana ha vissuto molte volte. Per questo motivo non le teme. Una prima risposta a Rubio arriva su Facebook dal Vice Ministro degli Esteri di Cuba, Carlos Fernandez De Cossio:

“Dei 3 milioni di dollari di aiuti promessi dal governo statunitense in ottobre, da inviare e distribuire tramite la Chiesa cattolica, sono già arrivati ​​nel Paese sacchi individuali di cibo e prodotti per l’igiene, insieme ad altri beni di prima necessità, per un valore totale di 2,5 milioni di dollari. Gli Stati Uniti riferiscono che la parte restante verrà consegnata a breve.

Gli Stati Uniti hanno inoltre annunciato pubblicamente, alcuni mesi fa, un altro pacchetto di aiuti del valore di 6 milioni di dollari, anch’esso da inviare e distribuire tramite la Chiesa cattolica.

Nessuno a Cuba si è opposto alla ricezione di questi aiuti e la comunicazione con la Chiesa e i suoi rappresentanti è in corso, in attesa del completamento della suddetta spedizione.

Come di consueto, ci si aspetta che gli aiuti vengano distribuiti in coordinamento con le autorità nazionali e nel rispetto delle leggi del nostro Paese, senza strumentalizzazioni politiche e dando priorità ai più bisognosi nelle aree più vulnerabili”.

Con la nostra Presidente del Consiglio, Meloni, Rubio troverà porte aperte… perché la Meloni e il suo partito, Fratelli di Italia, sono da sempre impegnati contro la Rivoluzione cubana e non fa nulla, in casa nostra, per fermare l’Embargo USA, anzi lavora in sede parlamentare e nel paese contro Cuba e il suo popolo. Questo nonostante l’Italia voti all’ONU contro l’illegale embargo statunitense contro Cuba e usi i medici cubani per fare fronte alle deficienze del sistema sanitario italiano (che l’attuale governo non risolve…).

Non ci resta che sperare che il papato di Leone XIV sia tanto lungimirante, sulla scia del predecessore, da non rendersi complici di queste strategie meschine USA volte a giocare sulla disperazione del popolo cubano – causata proprio dagli USA stessi – per promuovere l’ennesimo regime-change nel tentativo di rovesciare la Rivoluzione cubana.

Sappia Marco Rubio che l’Italia – oltre ad essere composta da migliaia di cittadini e cittadine che lavorano, volontariamente, per fare crescere la solidarietà politica e materiale con il popolo cubano e la sua rivoluzione – è anche composta da una forte “corrente calda” di credenti vicini al terzomondismo e sostenitori di Cuba.

Si ricordino, Rubio e Trump, che Cuba no està sola!

Fonti:

Vatican News – Il Papa incontra Marco Rubio: ribadito impegno per la pace e buone relazioni con gli Usa

Informazioni su libertà religiosa a Cuba:

Cuba informazione – Religione a Cuba: il circolo delle denunce sovvenzionate

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